blonde inside

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Ogni essere umano tende a imprigionarsi dentro a una piccola scatola che si costruisce da solo, o che gli altri hanno costruito per lui. E’ la scatola dei "non ce la faccio" e dei "non si può". Le sue pareti sono composte dai nostri pensieri di debolezza e paura, che addebitano sempre a qualche causa esterna (la famiglia, la società ingiusta, la sfortuna) le ragioni di una scelta vile o comunque riduttiva che ci consente di utilizzare soltanto una minima parte delle nostre facoltà. Se riuscissimo a guardare oltre la scatola, scorgeremmo orizzonti nuovi nei quali liberare la personalità rattrappita. Restando chiusi là dentro, invece, finiamo col credere davvero che i confini della scatola coincidano con i confini del mondo e di ciò che è possibile per noi. La scatola è una prigione, ma una prigione comoda, perché scalda, protegge, e soprattutto concede un alibi formidabile alle frustrazioni. Ma se abbiamo la forza di romperla, faremo una scoperta clamorosa: che ognuno di noi può essere molte più cose di quelle che crede

Da un post vecchissimo di Estate Indiana su splinder che non c’è più e che non posso linkare

Ogni volta ho come l’impressione che quando ti senti bene, le persone intorno lo sentano
Tra il Tb e lo Sa c’è una sostanziale differenza: l’età.
Lo Sa è di norma un coetaneo, o al massimo un amico di poco più vecchio.
Il Tb, invece, è giovane. Ed è questa la sua arma migliore.
E forse anche quello che, oggi, fa sì che sia così richiesto.
Avete capito bene.
Il Tb va di moda.
Perché è giovane.
Quanto giovane? Dipende, ma comunque è sempre sotto i 30.
Non fate quella faccia.
Prima di tutto perché questo non significa che voi siate da rottamare; e poi perché devo forse ricordarvi chi ci ha insegnato, con il buon esempio, che a pescare tra la carne giovane ci si guadagna?
La Costituzione italiana parla di diritto al lavoro, non del diritto al lavoro dei tuoi sogni.
Sìììì, sìììì, sìììì, il sesso senza amore, bla bla bla, lo sappiamo tutti che c’è anche quello. Concentriamoci, per cortesia, sulla disparità di aspettative: lei vuole tornare con lui, lui vuole tornare trombare andarsene tornare trombare andarsene tornare trombare andarsene. Il problema, si potrebbe dire, è quello: vogliono cose diverse. E allora lei si aggrappa alla seconda parte di una frase volutamente ambigua, mentre l’unica che conta è la prima. “Non ti amo”. Facile. Facilissimo. Perché se t’amassi non me ne andrei: la più grande bufala, la Zizzona di Battipaglia delle cazzate che le donne si raccontano, è che gli uomini non abbiano contatto con i loro sentimenti, e quindi amino senza saperlo. Oh, che ridere. Oh, le matte risate.
Risolto il problema della traduzione (laddove “te” è agevolmente sostituibile con “la patonza”, e mica solo la tua: una qualunque. Certo, se la tua è disponibile on demand capisci che è inutilmente faticoso rivolgersi altrove) resta il fatto che se uno arriva e se ne va e arriva e se ne va e arriva e se ne va, conta poco che sappia o non sappia se ti ama o no: conta di più il fatto che non sia possibile tornare insieme. Anche solo per il fatto che non sta mai fermo. Ha un piede fuori dalla porta due minuti dopo che ha finito di fare quello che doveva fare, puoi anche chiamarlo amore ma al resto del mondo pare un’altra cosa.

Cosa avrà voluto dire? #62: “Non ti amo, ma non posso fare a meno di te” | Me parlare donna un giorno (via plettrude)

Ma questa dovrebbe essere una lezione base del primo livello. Ancora c’è bisogno di scriverle certe cose?

a me piace che mi leggano, ma alla fine di tutto non importa mica tanto, se rileggi il tuo pezzo dopo un anno e lo trovi bello, hai vinto

Sba su FF

E la regola dice che se un uomo non ti chiama, è perché non vuole chiamarti. Se ti tratta come se non gliene fregasse un cazzo, è perché non gliene frega un cazzo. Se ti tradisce, è perché non gli piaci abbastanza”. Non esistono uomini spaventati, confusi, disillusi. Non esistono uomini tragicamente segnati dalle passate esperienze, bisognosi d’aiuto, bisognosi di tempo. Gli uomini si dividono in due categorie soltanto: Quelli che ti vogliono. E Quelli che non ti vogliono. Tutto il resto è una scusa. E Tu, Tu Donna, di mestiere fai l’avvocato, la commessa, la cameriera, l’insegnante, la casalinga, la commercialista, la modella, la ragioniera, l’attrice, la studentessa. Non la crocerossina. Quindi. Aspetta che sia lui a chiederti di uscire. Perché va bene la parità dei sessi, le quote rosa, e l’eguaglianza dei diritti. Ma i tempi non sono poi così cambiati. Gli uomini restano pur sempre dei cavernicoli, sia pure incravattati, e come tali adorano il sapore della conquista. Tieniti lontana dagli uomini sposati. Non lasceranno la moglie per te. Meno che mai lasceranno i figli per te. E non credere alla storia dell’amica della sorella di tua cugina, appena convolata a nozze con quello divorziato. Tu non sei l’eccezione. Tu sei la regola. Al bando quelli che ti costringono ad aspettare ore accanto ad un telefono che non suona. Non hanno perso il tuo numero. Non hanno investito un cane. Non hanno appena scoperto di avere un tumore alla prostata. Probabilmente sono al telefono con un’altra. Oppure sono gay. Fanculo quelli che non declinano i verbi al futuro. Non sono analfabeti. Semplicemente non vogliono impegnarsi. Perché non gli piaci abbastanza. Li riconosci facilmente. Girano con un cartello appeso al collo, e la scritta: “Ci stiamo frequentando”. Quando la senti, scappa. Non consumare le tue belle scarpe nuove (e neppure quelle vecchie) per correre dietro un uomo che non ti vuole. Usale, piuttosto, per prenderlo a calci in culo. Impara l’arte dell’essere donna. Impara l’arte di ottenere dagli uomini quello che desideri, non sbattendo i piedini, ma facendogli credere che siano stati loro a decidere. Impara a scegliere, invece che essere scelta.

Lonely planet: dove rimorchiare

spaam:

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Cene a casa di amici o incontri di gruppo. Niente paura; se siete donne, aspettate un 10 minuti e il 75% degli uomini si sarà già scartato da solo. Se siete uomini, puntatene al massimo 2 o andrete in confusione. 

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