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Posts tagged pensieri biondi

priorità

L’azienda dove lavoro ha la sede dove c’è stato l’epicentro del terremoto.
Alcuni dei miei colleghi, che lavorano in sede, abitano nel centro storico e da domenica sono sfollati.
Oggi uno di loro è tornato in ufficio e ci ha raccontato come è adesso la sua vita.
Questa mattina, dopo due giorni, è riuscito a rientrare a casa sua assieme a un vigile del fuoco per prendere qualche vestito, qualche medicina per la figlia di un anno e poco altro. Sono tre giorni che vive a casa di un altro collega e ancora non sa quando riuscirà a tornare a casa.
Cercando di raccontare la notte tra sabato e domenica ad un certo punto gli sono venuti gli occhi lucidi e si è interrotto dicendo “scusate ma proprio non ci riesco, non posso spiegarvi che cosa ho provato in quei dieci secondi in cui la casa ballava, l’unica cosa che so è che adesso vivo nel terrore, sempre”.
Nessuno di quei miei colleghi ha più un ufficio, una scrivania, un piccì, è tutto chiuso, tutto fermo, si aspettano gli ingegneri della protezione civile che vengano a dare il benestare per poter risistemare i soffitti, i vetri esplosi, i mobili distrutti. Io sono due giorni che non faccio altro che lavorare, faccio il mio lavoro e anche quello dei miei colleghi della sede centrale. Non ce l’ha chiesto nessuno e non c’era bisogno di farlo, ci è venuto naturale, ci siam messi lì e via, abbiamo preso in carico i loro lavori.
Io son due giorni che penso al fatto che poteva succedere a me, bastavano 35 km più su ed era fatta. Io son due giorni che penso alle priorità della vita, e al fatto che il 90% della nostra vita lo passiamo dietro a priorità del cazzo.

ma dove cazzo siete quando c’è bisogno di voi?

La sinistra attacca (lo dice repubblica). Come no. Certo.
Riporto il testo pari pari:
"Il centrodestra non si azzardi a parlare di complotti e a scaricare il problema" e abbia "l’umiltà di riconoscere che questo pasticcio non gli deriva da incuria ma da loro divisioni". Così Bersani e ribadisce la necessità del rispetto delle regole: "C’è una parola in questo paese che bisogna affermare e ripristinare: si chiama regole".
Questo a casa mia si chiama Fuffa. Bersani chiama questa roba immonda PASTICCIO.
Ripeto: P.A.S.T.I.C.C.I.O.
Non ha neppure il coraggio di chiamare le cose con il loro nome.
Ricordatevelo quando andrete a votare. Sono troppo stanca per leggere cosa hanno “dichiarato” gli altri. mi basta questo.

A come Amore

Secondo me l’amore è quando ti svegli stanco la mattina, ti giri nel letto e vedi lei (o lui) che fa schifo, con i capelli scarpigliati, l’alito pesante, le rughe, le occhiaie, e tutto quello che vi viene in mente, e passano tre secondi in cui ti chiedi “chi te lo ha fatto fare” e poi arriva quel quarto secondo in cui decidi, anche quella mattina, come tutte le mattine precedenti di stare al fianco di quella persona lì che ti sei scelto “enne” anni fa (vuoi che siano sei giorni, otto mesi, dodici anni, cinquantadue anni dopo domani, non conta), quella volta che hai sentito il cuore fare “bum bum bum”, che ti sei emozionato, quella volta che ti tremavano le gambe solo al pensiero di poterla/o toccare (lei o lui).
Ecco, secondo me l’amore è quella cosa lì: quando ti svegli e ti chiedi “ ma chi cazzo è questo qui?” e poi veloce vai con la mente a quel momento lì, a quando le vostre vite si sono incrociate e le farfalle ti svolazzavano nello stomaco.
L’amore è quella cosa che ti fa scegliere tutti i giorni quella persona lì, anche quando le farfalle sono già morte.
Non so se mi sono spiegata. Spero di si. (questo post nasce da uno scambio di mail tra me e Uds sulla differenza tra innamoramento e amore).

si stava meglio quando si stava peggio.
(tipo un anno fa quando non c’era la tumblarity. Per dire.)

Questa mattina leggendo la solita rassegna stampa, ho letto questo pezzo qui:
“Venerdì scorso sono scivolato in moto su un tratto ghiacciato di strada. Mi ha raccolto l’ambulanza e portato nell’ospedale più vicino. Al pronto soccorso, fatti i primi esami un medico di turno mi ha imbragato la gamba destra. Finendo la fasciatura a un ginocchio assai malridotto, mi ha chiesto che mestiere facevo. “Giornalista? A libero? Doveva dirmelo prima, non l’avrei medicata”. Non era una battuta, tanto che poi ha filosofeggiato pure sul perché…. “Continua qui

Si parla tanto di razzismo in base al colore della pelle e mai del razzismo in base al colore delle idee.

Non so chi sia il giornalista in questione. Non leggo libero, come non leggo Repubblica.

Ma questo fatto qui, mi fa pensare che non arriveremo da nessuna parte fino a che c’è gente che la pensa come quel medico lì.
Negro o giornalista di libero, non fa nessuna differenza.
Secondo me.

x factor

oggi capisco cosa penserà chi non segue Lost il 3/4 febbraio 2010: che palle, mi avete rotto le palle con LOST.
I poveretti dovranno pensare la stessa cosa per numero “n” di settimane. E va beh.
Per fortuna che X-factor per quest’anno è finito che siamo solo a metà mattina e mi ha già frantumato i maroni.
(per inciso, non so nemmeno che cosa sia e non ci tengo)

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