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Forse sono un po’ particolare io…

holden1978:

blondeinside:

Forse. Ma magari no.
E’ che oggi, guardando la mia amata dashboard mi sono inbattuta in due robe che mi hanno fatto strabuzzare gli occhi.
Argomento uno: “ lui sta con un’altra ma ama me, vuole me” e giù di commenti, di esperienze avute di frasi dette, “dammi tempo, dammi un mese che la lascio, mi sa che ci stiamo lasciando” Ma sant’Iddio, quand’ è che imparerete che sono solo cazzate? Quando comincerete a capire che un uomo (o una donna – qui non c’è differenza alcuna purtroppo) impegnato non è da tenere in nessunissima considerazione? Quando scenderete giù dal pero? Forse mai, e continuerete a puntare sul “cavallo sbagliato”. Comunque.
Ascoltatemi bene: chi tradisce una volta, lo può fare sempre, può tradire anche voi nel caso in cui passiate dalla clandestinità all’ufficialità. Fatta la prima, la seconda fa sempre meno male ed è sempre meno difficile. Chi tradisce è una persona che da sola non ci sa stare. E’ una persona a cui manca un pezzo e che invece che cercare di recuperarlo dove si trova lo cerca altrove. E’ una persona che io non vorrei neanche come amico, per dire.
E’ una nullità. E adesso potete anche dirmi che sono troppo schematica, che ci sono i grigi e le mille tonalità di colore, e invece no, qui i colori sono due: bianco o nero. Io non ho mai tradito, e non perché sono una brava persona, no. Non ho mai tradito perché ho sempre capito che la voglia di “altro” era sintomo di altro ancora, del fatto che mancava qualcosa e che cercarlo altrove non mi avrebbe portato da nessuna parte.
L’altra cosa che mi ha fatto strabuzzare gli occhi è la questione, riassumendo, del perché certe donne cretine siano felicemente fidanzate alla faccia nostra. Loro super felici e noi single a vita: noi che siamo stupende, meravigliose, intelligenti e ci inteidamo anche di musica (le altre, io qui mi tiro fuori che ascolto Bebe dal 2006)
Volete sapere il segreto qual è? Ve lo dico subito.
Non c’è nessun segreto e nessun mistero. Semplicemente, non ci si “è incontrati”, tutto qui. Nulla di più, nulla di meno.
E’ tutto qui il segreto, nel misterioso significato dell’amore che NON si può spiegare (per fortuna, dico io) e mai si spiegherà. E’ un mistero. Che piaccia o meno. Perché l’alernativa è il calcolo, e misurarci a vicenda.
No grazie. Non fa per me.
p.s. : io (se interssa) non tradisco e non calcolo. E spero. Ancora.

parole sante diamine. parole sante.

condivido dalla prima all’ultima lettera.

augh.

rebloggo un mio pezzo scritto tre anni fa solo per ricordare a me stessa che questa cosa è valida, per me (e solo per me), ancora oggi.

mi sa che dovrei fare un giro a Lourdes

Ho passato le ultime 24 ore con un mal di testa che non auguro neanche al mio peggior nemico. Ho passato tutta la mattina ad aspettare di fare i raggi e la tac.
La diagnosi della dottoressa, gentilissima, è stata: distorsione del rachide cervicale. Collarino per dieci giorni + tachidol 3 volte al giorno.
Uscendo la dottoressa mi fa: “ma lei davvero stava solo nuotando?”
io dentro di me ho pensato “no ti dico una balla perché è divertente” e invece le ho detto “si perché?”
Lei ha risposto: “Non si è mai visto. Quello che è successo a lei è un trauma da incidente stradale. E’ il colpo della frusta. Comunque il nuoto direi che per almeno un mese è meglio se lo lascia perdere.”
Non si preoccupi dottoressa, io e il nuoto non siamo più amici.
(vendo costume, occhiali e cuffie semi-nuove. No perditempo)

Mi era venuta poi voglia di scrivere un lunghissimo post sulla sanità italiana ma non ho tempo. Devo invecchiare in casa aspettando di potermi togliere il collarino.

C’è questa serie che si chiama Parenthood. Iniziai a guardare la prima puntata un po’ così, per noia, perché non se la cagava quasi nessuno, perché mi dicevo “dai che sarà l’ennesima serie- drama del cazzo, la mollo alla terza puntata”. Invece me ne sono innamorata.
Solo che c’è un problema: piango sempre, ad ogni fottuta puntata da oramai 26 puntate, non c’è niente da fare, piango.
Oggi che ero super allegra mi son detta, dai la guardo questa sera che, davvero, è impossibile versare una lacrima. E invece. Ho pianto tre volte, tre.
Ho deciso che la prendo come una sfida. Entro la fine della stagione devo riuscire a non versare nemmeno una lacrima almeno in una puntata, al limite mi concedo il “mescolino”*


*che è quel verso che si faceva da piccoli quando ti sforzavi un casino per non piangere e la tua faccia cominciava a contorcersi in forme strane.

Però ragazzi, che serie della madonna che si sta perdendo chi non la guarda.

voi amici della dash che ne sapete.
Mi spiegate perché tutti i deficienti che vanno dai 35 ai 40 anni li incontro sempre e solo io?
Io mi chiedo, ce ne sarà uno, ma uno solo (non chiedo tanto) che si salvi e che al posto del cervello non abbia della schiuma da barba????
Ditemi che c’è e ditemi dove posso trovarlo.
Grazie

visto che c’ho tempo vi racconto una storiella

Ho letto da Coqbaroque questa cosa qui . Già a metà mi è venuto un gran nervoso ma l’ho finita di leggere perché se devo farmi venire il nervoso lo voglio fare bene. Poi ho deciso di scrivere questa storiella che è capitata alla sottoscritta (giusto per far capire che non è che gli operai sono i buoni e gli impiegati dei cattivi delle merde secche dei leccaculo servi dei padroni).
Ve la faccio breve. Nel 2005, durante il rinnovo del contratto aziendale nella ditta per cui lavoro, i delegati sindacali (tutti operai a cui anche io ho dato il mio voto) durante la trattativa con la proprietà, si accordano per l’eliminazione del premio di produzione agli impiegati. Premetto che ci si conosce tutti, molti sono lì da anni e anni come me e alla cena aziendale si brinda e si balla assieme.
Bene, nella busta successiva alla firma dell’accordo mi accorgo di avere 120 euro (netti) in meno in busta paga. Vado a casa, faccio un controllo e scopro che nella casellina “premio produzione” dove solitamente c’era un importo lordo di 200/220 euro variabile, l’importo era pari a zero. Il giorno dopo chiedo un colloquio con il capo del personale per chiedere chiarimenti. “Sono stati i sindacati a mettere sul piatto il premio produzione degli impiegati, sostenendo che non producendo non vi era dovuto” (ovviamente è illegale togliere una parte dello stipendio consolidato e hanno trovato una escamotage, il tutto si basava su una scaletta premi in base al fatturato che ovviamente era impossibile da raggiungere). Per stringere il discorso, ho cercato di scatenare l’inferno. Ho scritto una lettera alla direzione, ho cominciato a raccogliere firme per un petizione tra noi “impiegati leccaculo”. Solo che poi,sono successe due cose quasi in contemporanea. La prima è che alcuni hanno cominciato a dire “si si va bene, io firmo eh? ma non voglio andare nei casini”, “ah brava brava, pensaci tu per tutti, che tanto a te ti vedono di buon occhio”, “ok però lo sciopero io non lo faccio tanto sono solo cento euro”. La seconda è che sono stata richiamata dal capo del personale il quale mi ha detto: “senti, sappiamo che stai facendo su un casino, se la smetti vediamo di ridarti quello che ti è stato tolto”.
Al che io ci ho pensato su per un paio di minuti. Ho pensato a quegli stronzi del sindacato, a quel collega (stronzo pure lui) che ha detto “dai poco casino che tanto sono solo cento euro”, allo stronzo che avevo davanti, terrorizzato dal mio intento di fare casino, che ho risposto esattamente così. “Va bene, io la smetto di fare casino però voi non mi date solo cento euro dal prossimo mese. Me ne date 200. Netti”. E così è stato.


Mi spiace, ma proprio non è come dite voi, loro le vittime e i buoni, gli altri i cattivi e i leccaculo.
*La lettera che ho spedito ce l’ho ancora e l’ho fatta leggere a un’amica tumblera la settimana scorsa, proprio a proposito della storia di Mirafiori.

alla fine si fa tutto per il LOL

La cosa più bella di quando sei al telefono con certi uomini deficienti è che tu, in realtà, stai già ridendo (ma tanto) solo al pensiero di quando racconterai “per filo e per segno” la conversazione di cui sopra all’amichetto via skype.
Le cose, o le fai per il LOL, oppure è meglio che ti chiudi in casa perché fuori è davvero un brutto mondo.
E io rido già

gli uomini sono le nuove fighe (cit)

allora io ho quattro amici uomini di cui mi fido parecchio e che stimo anche tanto, tutti e quattro.
Non si conoscono fra loro, sono estremamente diversi e sono tutti e quattro amici che reputo affidabili e sono anche persone con le quali io non mi sento affatto in imbarazzo a fare certe domande.
Bene. Il primo è sposato da anni (la sottoscritta ha fatto da testimone al nozze), il secondo è un tizio che ha avuto più donne lui di qualsiasi altro uomo di mia conoscenza, il terzo è fidanzato (più o meno felicemente da un po’) e l’ultimo è single da una vita e ha avuto pochissime esperienze di love-affair.
Credo quindi di aver post la domanda alle persone giuste, cioè a quelle che coprono tutto il copribile dell’esperienza maschile.
La domanda era semplice semplice.
Ci fosse stata una risposta simile all’altra, non dico tutte, ma due su quattro.
No, mi hanno dato 4 risposte diverse.
Poi dicono che quelle complicate siamo noi.
C’ha davvero ragione la Soncini quando dice che gli uomini sono le nuove fighe.
Io, per me, di risposta ne avevo una sola.

io credo che blog, link ,wiki, e libri di facce vari non possono competere con quello in macchina dietro di te al semaforo che ti manda affanculo.

un amico storico via mail poco fa.
Quello con cui sto organizzando la vacanza dei 40 anni di noi quarantenni cresciuti insieme.
E per cresciuti insieme intendo il fatto che ci si conosce dall’asilo e si è passato l’ultimo capodanno assieme. (comunque ancora non abbiamo, dopo cento mail, deciso ancora la destinazione)

oggi ho in mente questa canzone qui.
(robe mie)

qui lo dico e qui lo nego

Ultimamente leggo roba molto più interessante su faccialibro che qui.
Roba postata da amici, commenti di amici alle note di altri amici.
Ultimamente qui, ci sono poco.
Ma io non l’ho detto.
L’ho detto? no. Assolutamente no.
L’ho immaginato.
A proposito: domani è il compleanno del mio migliore amico immaginario.
L’amico immaginario ce l’ha chiunque sia un minimo disadattato, ma “il migliore amico immaginario” ce l’hanno in pochi. (cit)

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