“ Us faseva quel c’us puteva”, ci disse. Si rischiava la vita, si tenevano in casa i cani di notte perché non abbaiassero ai partigiani che si spostavano nelle campagne, si dormiva con il terrore di essere svegliati dai tedeschi, si metteva a rischio la vita propria e dei propri cari per la libertà di tutti, per la causa della Resistenza.
Senza pensarci troppo, ché se ci si pensava, tremavano le gambe.
Si faceva quel che si poteva. ”