“roba maschile? non voglio scatenare discussioni di genere, orientamento ed altre cose di questo genere. ma conosco un sacco di donne (non solo lesbiche e non solo “mascoline”) che questo “tornare” e questa indecisione la usa come dinamica normale nei rapporti.
non la connoterei come “roba maschile”, piuttosto come roba da stronzi. che bisogna proprio essere stronzi a comportarsi così. che le persone non sono “roba nostra”. ci prestano il loro cuore per un po’, poi capita di doverglielo restituire. e quel tornare, quel rimanere, quell’indecisione, quel capire sempre sulla porta d’uscita che “forse mi manchi, forse però ti volevo bene davvero, forse eri tu la persona giusta” beh, è incoerenza data dalla paura di rimanere soli e dall’egoismo di un capriccio da bambini viziati.
non è la perdita la misura dell’amore (citando la winterson), troppo facile, pensare, di aver capito tutto quando ormai si è mandato tutto a puttane (si, uso spesso i francesismi). troppo facile, davvero. la misura sta nelle infinite piccole cose che curiamo cercando di far crescere il sentimento che c’è, le piccole cose, quelle che sembrano insignificanti. il ricordarsi quanto zucchero vuoi nel caffè ed accettare anche i difetti e le differenze che ci sono. la misura sta nell’attenzione che mettiamo nel guardare ed ascoltare piuttosto che vedere e sentire. e soprattutto nella capacità di smettere di “innamorarci” ed iniziare ad amare, con ogni singola particella di noi.
sembra impossibile. ma l’impossibile, si dice, è solo questione di esercizio.ps. si, concordo, il “Mavaffanculo” è sempre l’opzione migliore. peccato che a volte, per arrivarci, ci vuole del tempo.
”
holden1978 a commento di un reblog di questo post (via batchiara)
Un grosso inchino a Holden78. Quoto ogni singola parola e virgola.