Oggi per me è stata una giornata difficile. Parecchio difficile. Tanto difficile.
Ho assistito a due funerali due. Il primo, la mattina, della madre di un amico che conosco da anni di cui però so pochissimo. Lui è un omone grande e grosso che parla poco, che lo ricordo in certe cene nei miei sabati sera liberi dal secondo lavoro, mentre strabuzza gli occhi se qualcuno dice una fesseria. Che manda sempre gli sms di natale, capodanno, befana, pasqua anche se magari non ci si sente da un po’. Ecco già vedere lui, lì dietro a quella bara è stato pesante. Non credevo, e invece.
Poi nel pomeriggio, il secondo funerale del papà di mio cognato. Vedete, io c’ho cinque persone che stimo da sempre nella mia vita, e una di queste è mio cognato che conosco da quando facevamo l’università assieme agli inizi degli anni novanta, prima ancora di fargli conoscere colei che sarebbe diventata sua moglie, cioè mia sorella. Lui, è proprio uno che ammiro, uno di cui mi fido al 100%, il primo che chiamo se ho bisogno di un consiglio serio, uno dei pochi che può far traballare le mie certezze se dalla sua bocca esce un “ma se” o “ sei sicura che?”, una persona autorevole per me. (già solo il fatto che continua a tenersi mia sorella è una cosa che gli fa guadagnare 10 punti ogni giorno, per dire). Bene, io oggi pomeriggio non ce l’ho fatta. Sono scappata, con un scusa, ho evitato il cimitero e tutto quello che di straziante ne consegue. Perché io, il mio dolore lo sopporto bene, anzi, a volte mi creo una stanza di cazzeggio con cui giocarci, ma vedere il dolore altrui e non poterci fare niente è inaccettabile, vedere il suo di dolore e restarmene con le mani in mano, per me, oggi è stato insopportabile.