December 2009
l’orrore richiede lucità.” — mh.
perle di saggezza della danese via mail:
capodannerò, voce del verbo capo-dannare (che se ci pensi ha il suo
bel senso, dannarsi il capo, visto che pare una roba incredibile da
organizzare, tutti i santi anni)
si si. Domani mentre vengo a Bologna ti chiamo che ci facciamo gli auguri (intanto) . Ma poi non ho capito ancora dove fai il capodanno. Me lo dici domani. Poi prima della tua partenza io e te ci vediamo. Sicuro.… e sapere che, prima di ripartire, rivedrò un’altra tumblera. ;)
Questa mattina mentre andavo a lavorare ho pensato che “Cazzo siamo già alla fine dell’anno”. Di solito li faccio i bilanci di fine anno, e normalmente mi deprimo mentre li faccio, pensando a quello che non ho, che non sono riuscita a fare, a quello che ho perso, anche alle persone, che ho perso o allontanato di mia spontanea volontà (Ho un pessimo carattere, chi mi conosce lo sa bene).
Oggi no. Oggi ripensando a questo 2009 mi sono detta: ma che cazzo ho fatto? che cosa è successo? E allora ho ripensato al 2008 e ai suoi ultimi mesi. Già solo a pensare a come stavo l’anno scorso in questo periodo (per una serie di motivi che non sto qui a spiegare) mi è apparso il sole anche se qui oggi c’è stato un cielo grigio tutto il santo giorno.
E poi ho pensato alle due cose davvero grandi che mi sono successe quest’anno: ho conosciuto persone eccezionali proprio grazie a questa meraviglioso aggeggio che si chiama tumblr. Cioè io quest’anno ho degli amici che l’anno scorso non avevo proprio. Grazie al tumblr. Per me sta cosa è da giù di testa (ve lo dico).
E poi c’è che finalmente ho comprato casa. Dopo dodici anni di case in affitto finalmente “casa”. Non avete idea di quanto questa cosa mi renda orgogliosa di me stessa.
Quindi direi che può bastare. Al nuovo anno non chiedo niente, e quello che verrà sarà un di più di cui poter ringraziare.
La precisione della lingua tedesca può sembrare maniacale: mettere un libro su uno scaffale è hinstellen, sul tavolo è hinlegen, perché tra verticale ed orizzontale ci passa un mondo.
Forse ridicola: il Nachmieter, ovvero il post-affittuario, colui che prenderà in affitto la casa in cui abitiamo dopo che noi l’avremo lasciata.
Ma è semplicemente geniale: la compagna di vita, Lebensgefährtin. Il tedesco te la presenta così la sua compagna, perché non la si confonda con la compagna di viaggio o di poker. Addirittura come Lebensabschnittgefährtin, la compagna di un pezzo di vita, perché domani non è mica detto che lo sia ancora.
Muchos años después, frente al pelotón de fusilamiento, el coronel Aureliano Buendía había de recordar a quella tarde remota en que su padre lo llevó a conocer el hielo.
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-ne ho incontrata, di gente come te. fanno tutti una gran cagnara per avvicinarsi alla rosa: si celebrano, si pompano, raccontano di essere i migliori. loro, beati, non hanno un muro che sia uno. non sono senza colpa; hanno semplicemente evitato di darsela.
-se è una rosa che cerchi la troverai solo al di là dei suoi muri. in teoria non dovrei insegnarti cosa fare: imparare a guardarli con rispetto, a sfiorarli anziché distruggerli, dovrebbe aver fatto parte del tuo apprendistato.
-se invece non hai idea di cosa stia dicendo, caro pellegrino, fatti un altro giro di ruota. non è tanto che non sei degno della rosa; è che non hai ancora smesso di guardarti l’ombelico.” —vienimi nel cuore